Telegram, purtroppo, è stato spesso al centro dell’ attenzione pubblica per la facilità con cui vengono divulgati contenuti legati a revenge porn e simili. Generalmente, ci si riferisce a questo tipo di contenuti quando si tratta di contenuti privati, che vengono divulgati da persone che ne sono in possesso per via di un rapporto stretto con la vittima, che può essere un ex moglie, o ex fidanzata. In altri casi, il materiale viene ottenuto attraverso tecniche di furto, hacking, da parte di soggetti che si introducono nei dispositivi, o più spesso nei cloud, e poi divulgano il materiale in rete. E’ in questi giorni alla luce delle cronache il caso di Guendalina Tavassi, ma in passato molte altre personalità più o meno famose si sono ritrovate nella situazione di vedere diffusi propri video hard o foto di nudi, da Belen a Diletta Leotta, ma anche star internazionali come Madonna, Lady Gaga, Nicki Minaj, Selena Gomez, Kate Upton, Jennifer Lawrence, Emma Watson. E non mancano nemmeno le vittime maschili, come Nathaniel Buzolic, Gregg Sulkin, Cody Christian, Tyler Posey, Ryan Kelley, Dylan Sprouse, Charlie Puth.

Trovare questi video hard e queste foto di nudi non è difficile. Ma non lo è nemmeno cercando su internet, in fin dei conti.

Cosa si può fare?

Se c’è una cosa sulla quale ormai molti esperti, sia legali che informatici, sono d’ accordo, è che impedire la diffusione su internet e social network dei contenuti è pressochè impossibile. Una volta che una foto o un video vengono pubblicati, chiunque può salvarli, e ripubblicarli da altre parti. Pertanto, “inseguire” il materiale rubato non ha molto senso, è come cercare di fermare una cascata con un cucchiaino, ed anche la chiusura di siti internet o la rimozione di contenuti da siti e social è un processo lungo, che spesso viene sostenuto solo da chi ha ingenti risorse economiche da investire in spese legali.

Ma tre cose possono senz’ altro essere fatte:

PREVENIRE: Evitare di divulgare materiale sensibile a persone conosciute da poco, o peggio ancora filmarsi pubblicamente in live attraverso, per esempio, Instagram, è sicuramente una buona idea. Per quanto riguarda il furto da parte di hackers, invece, vale la pena ricordare che quasi sempre gli hackers non forzano i sistemi con sistemi complicatissimi di alta programmazione, ma indovinano le password, o inducono la vittima ad inserire i propri dati in qualche form fasullo. E quindi, usare la giusta attenzione nel non dare mai i dati se non si è più che certi di dove li si sta inserendo, o nel creare password difficili da indovinare, riduce del 90% il rischio di vedere violati i propri dati.

SMINUIRE: Se il danno si è già concretizzato, conviene adottare un atteggiamento che porti il materiale ad essere ignorato. Molte celebrità hanno adottato questa tecnica, con successo. Addirittura c’è stato chi, davanti ad una richiesta di denaro per non pubblicare le foto, ha tolto ogni arma al ricattatore pubblicando per primo le foto sui propri profili. Una scelta coraggiosa e non facile, ma sicuramente più efficace rispetto al disperarsi, al fare proclami pubblici, o peggio ancora cedere a qualsiasi richiesta. Non dare peso, non vergognarsi, non parlarne se non con le autorità, e mantenere sempre la testa alta, sono armi potenti nei confronti di chi pensa di avere del potere legato a questo materiale

PERSEGUIRE: Non sempre è facile trovare i colpevoli e punirli, ma denunciare alle autorità è sempre il primo passo, ed è la cosa giusta da fare. A prescindere da quale sarà l’ esito, è una cosa che dobbiamo anche a chi potrebbe essere la vittima successiva della stessa persona

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